Il Palazzo e la setta

Dopo la proposta di attribuire il premio di maggioranza alla coalizione che fosse riuscita a raccogliere il 42,5 per cento delle preferenze (soglia poi abbassata al 40 per cento), la situazione non pare sbloccarsi e la riforma è ancora ferma nella Commissione affari costituzionali del Senato. Ed è proprio il presidente del Senato, Renato Schifani, oggi, ad aver nuovamente sollecitato i partiti a concludere i lavori: “Vedo una fase costruttiva tra i partiti per la legge che porterà in aula una riforma ampiamente condivisa”. Leggi La setta di Grillo raccontata dagli adepti sedotti e traditi di Marianna Rizzini - Leggi Grillo e il ciarpame anni 70 che avevamo buttato in cantina di Cinzia Leone - Leggi Ripulire il porcellum
21 AGO 20
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Dopo la proposta di attribuire il premio di maggioranza alla coalizione che fosse riuscita a raccogliere il 42,5 per cento delle preferenze (soglia poi abbassata al 40 per cento), la situazione non pare sbloccarsi e la riforma è ancora ferma nella Commissione affari costituzionali del Senato. Ed è proprio il presidente del Senato, Renato Schifani, oggi, ad aver nuovamente sollecitato i partiti a concludere i lavori. “Vedo una fase costruttiva tra i partiti per la legge che porterà in aula una riforma ampiamente condivisa”, ha detto Schifani assicurando inoltre “che la legge si farà, anche perché altrimenti altro che 30 per cento, Grillo arriva all’ ottanta”.

Dalle pagine del suo blog non è tardato ad arrivare il commento del leader del M5S che ha usato parole forti per attaccare i partiti che attraverso la legge elettorale vorrebbero impedire al M5S di vincere le elezioni del 2013: “E ora – ha esordito Grillo - di fronte al colpo di Stato del cambiamento della legge elettorale in corsa e al tetto del 42,5% per il premio di maggioranza per impedire a tavolino la possibile vittoria del M5S e replicare il Monti bis, la Ue tace. Chissà forse ci farà una multa per divieto di sosta a Montecitorio”.

"La Commissione europea per la democrazia attraverso il diritto – ha inoltre aggiunto Grillo - ha sancito nel 2003 che 'gli elementi fondamentali del diritto elettorale, e in particolare del sistema elettorale, la composizione delle commissioni elettorali e la suddivisione delle circoscrizioni non devono poter essere modificati nell'anno che precede l'elezione, o dovrebbero essere legittimati a livello costituzionale o ad un livello superiore a quello della legge ordinaria'”, concludendo che “c'e' del marcio a Bruxelles.